Visualizzazione post con etichetta retro style. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta retro style. Mostra tutti i post

sabato 10 gennaio 2015

Mini Velo Circus - Lilly Yokoi The Ballerina On The Golden Bicycle

Tempo fa era riapparso sui social network un bellissimo video risalente agli anni sessanta, dove un'artista circense giapponese Lilly Yokoi con la sua splendida "mini velo" dorata allietava il pubblico con un fantastico spettacolo acrobatico.

Lo riproponiamo con piacere:

  Info su questa grande artista su Lilly Yokoi (via Circopedia)
Maggiori informazioni sulle minivelo nella sezione Mini Velo - Small Wheel Bicycles

mercoledì 24 settembre 2014

Avvistamenti Pieghevoli Part 3 - Batavus Vice Versa

Qualche giorno fa mentre assistevo al  Brompton Spanish Championship di Barcellona (prossimamente il nostro foto/video reportage dell'evento) immerso in una marea di Brompton, un'altra piccola bici pieghevole da 16" ha catturato la mia attenzione.
Si tratta di un interessante modello risalente presumibilmente all'inizio degli anni 2000 prodotto dalla casa olandese Batavus, la Batavus Vice Versa.
Sono rimasto piacevolmente colpito da questa bici pieghevole; degne di nota la qualità costruttiva del telaio, l'estetica e la componentistica:
telaio in alluminio con doppia colorazione "polished" e azzurro, cerniere del telaio e del piantone sterzo in stile molto simile alle Brompton (a differenza della Brompton le levette sono a sgancio rapido) ed elastomero come sospensione posteriore.
Trasmissione a cinghia con tensore posteriore e  IGH Shimano Nexus 4Speed 184% (ormai fuori catalogo da anni, gli appassionati di bici urbane lo ricorderanno...) freni Weinmann, pedali pieghevoli simili ai VP 117A etc.
Purtroppo non ho avuto la possibilità di scattare altre foto per osservare altri dettagli, ed in rete ci sono pochissime info tecniche su questo modello.
 Verosimilmente il peso e le misure da piegata sono paragonabili a quelle di una Dahon Curve.

Alcune foto scovate su Boote-Forum.de
Finalmente una foto da piegata:
Anche Batavus ci aveva visto lungo; più di dieci anni fa già proponeva una tipologia di bici pieghevole che adesso per molti risulta innovativa: ruote piccole, snodi robusti, colorazioni attraenti e una trasmissione efficiente che richiede una manutenzione quasi nulla.
 Infatti attualmente parecchie marche, se non le più famose offrono modelli da 16", stanno utilizzando per esempio questo tipo di "doppia colorazione", accostando l'alluminio pulito ad un altro colore, cosi come il cambio interno al mozzo o la trasmissione a cinghia.
La famosa casa olandese Batavus in passato ha anche prodotto parecchi modelli abbastanza interessanti già dai primi anni '70, ma sembra che ultimamente abbia un po' abbandonato la produzione di bici pieghevoli.
Magari in futuro potrebbe riproporre un restyling della Vice Versa con componenti e telaio moderni e ultraleggeri.. oppure ci sorprenderà con altri nuovi modelli...staremo a vedere.

Alla prossima!

Ulteriori info su altre bici con trasmissione a cinghia:
Belt Drive System Bikes - Bici con Sistema di Trasmissione a Cinghia - Parte 1
Belt Drive System Bikes - Bici con Sistema di Trasmissione a Cinghia - Parte 2

venerdì 19 settembre 2014

Bergamo: 21 Settembre - Grazielliadi 2014

Domenica 21 settembre a Bergamo avrà luogo la sesta edizione "la Leonardesca" delle Grazielliadi, 
il divertentissimo evento dedicato alla mitica bici pieghevole Graziella:
 Informazioni e programma:
Ulteriori info sull'evento nel blog degli organizzatori: Grazielliadi
Per approfondire, un nostro post sulla Graziella: qui

mercoledì 23 luglio 2014

Avvistamenti Pieghevoli Part 2 - Ori Bikes - Graziella Tandem

Durante un giretto esplorativo in bici nel mio quartiere, come al solito un negozio di bici ha attirato la mia attenzione;
ed in vetrina ho trovato due splendide Ori Bikes:

Ori Mi8 City Aurora Blue +Info

 Ori M10 Super Light Anodizing Green +Info

Ulteriori info su queste magnifiche bici pieghevoli con telaio monoscocca in questo post:

Di ritorno a casa, un'altra bella "sorpresa pieghevole", un tandem pieghevole Graziella:
Da notare i dettagli, ancora è presente la famosa chiave a brugola ed anche sellini e telaio sembrano in ottime condizioni, anche se questa versione la ricordavo con sellini bicolore azzurro/bianco:
 Ben conservato, sembra che venga anche utilizzato quotidianamente;
forse manca solo il fanalino anteriore:
Maggiori informazioni nel post: Mitica Graziella
Saludos!!

martedì 22 aprile 2014

Dahon Classic III - Coming Soon!

Tra breve la "presentazione ufficiale" della mia "ennesima" bici pieghevole;
questa volta tocca ad una Dahon Classic III, un gioiellino degli anni '80 che sto cercando di recuperare.
Stay tuned!

mercoledì 10 luglio 2013

Mitica Graziella

Nel 1964 in Italia nasceva la Graziella, la celebre bicicletta pieghevole disegnata da Rinaldo Donzelli e prodotta da Carnielli (info Wikipedia); quindi nonostante se ne parli ben poco a livello internazionale e sia stata in seguito copiata in tutto il mondo la nostra Graziella è senz'ombra di dubbio un'antesignana nel settore delle bici pieghevoli. Infatti ancora oggi la maggioranza delle biciclette pieghevoli, utilizzano lo stesso disegno del telaio (telaio pieghevole con snodo centrale).

Il concetto base di questo tipo di bici, così come anche le pubblicità dell'epoca sono pressappoco identiche a quelle che oggigiorno ci vendono come una novità i vari marchi attuali:
Due piccole ruote, una grande bicicletta, si piega in pochi secondi, compagna in vacanza, amica in città...
La puoi trasportare comodamente in una borsa...
Un articolo un po' datato ma molto interessante a cura di Sergio Mannu:
“Quando si parla di Graziella la mente vola subito al felice periodo della nostra fanciullezza, fatto di lunghi pomeriggi d’estate, di golosi panini con la Nutella, di canzoni di Lucio Battisti che riecheggiano nell’aria e naturalmente di interminabili giri in bicicletta nel giardino pubblico, per le strade del quartiere o addirittura nel cortile di casa nostra. Ma perché ancora oggi il nome di Graziella riesce ad essere così magico? Facciamo un doveroso salto indietro nel tempo per ricostruire la storia di questa bicicletta tanto amata dalla generazione di chi era bambino più di trent’anni fa. Era il 1964 e sull’onda del boom economico che stava attraversando l’Italia con un’irrefrenabile carica d’entusiasmo, la bicicletta incominciava finalmente ad assumere un’immagine diversa da quella del mezzo di trasporto povero, persino un po’ triste ed usato da chi non poteva permettersi di più per recarsi in fabbrica o in ufficio. Su geniale progetto di Rinaldo Donzelli, la Teodoro Carnielli di Vittorio Veneto (TV) presenta in quell’anno un’assoluta novità: la Graziella, un’elegante bicicletta pieghevole destinata a rivoluzionare per oltre vent’anni il mondo delle due ruote. Appoggiata da un’intelligente campagna pubblicitaria, la Graziella incontra immediatamente i favori di una larga fascia di clienti per quella sua immagine raffinata, favorita anche dalla musicalità del suo nome gentile ed armonioso. Uno slogan dell’epoca la definisce con una punta di civetteria “la Rolls Royce di Brigitte Bardot” e il paragone con la Casa automobilistica d’Oltremanica non sarà affatto irriverente, vista la straordinaria qualità costruttiva di questa bicicletta ormai assurta a simbolo di un’epoca irripetibile.
Brigitte Bardot e Salvador Dalí tra i testimonial della Graziella
Carta vincente della Graziella fu in primo luogo la sua straordinaria praticità. Il robusto telaio, pieghevole grazie alla cerniera centrale e all’assenza della canna orizzontale, le ruote piccole, la sella imbottita ed il manubrio ambedue sfilabili con la massima facilità ne consentivano un agile trasporto anche nell’abitacolo di un’utilitaria di piccole dimensioni. Da queste poche caratteristiche era praticamente immediato identificare la Graziella come un nuovo simbolo di libertà e di anticonformismo. Possedere una Graziella significava infatti sintonizzarsi immediatamente con il colorato spirito del tempo, all’insegna di uno stile di vita allegro e spensierato. Sulla scia di questo strepitoso successo nacquero ben presto agguerrite rivali della Graziella, che ne riproponevano la linea in chiave più essenziale e ad un prezzo decisamente inferiore. L’Atala, la Legnano, l’Aurelia Dino, la Girardengo, la Olmo, la Bianchi, la Gerbi ed innumerevoli marche meno note invasero rapidamente il mercato, contribuendo a familiarizzare tantissime persone, specie i bambini, col fantastico mondo delle due ruote. Fu così che, nel 1971, la Carnielli decise di sottoporre la Graziella ad un profondo quanto necessario re-styling, dal quale nacque una autentico miracolo di purezza di linee e di esclusività dei contenuti. “Reinventata da Carnielli”, come dicevano le pubblicità dell’epoca, la nuova Graziella si distingueva dal modello precedente per le ruote di diametro maggiorato e per un telaio di dimensioni finalmente adatte a tutte le corporature. A queste prime particolarità, si aggiungeva tutta una serie di dettagli unici, studiati appositamente dalla Carnielli per identificare a colpo d’occhio la Graziella rispetto a tutti i modelli concorrenti. Il colore, innanzitutto, che come per la serie precedente continuava ad essere il classico bianco panna o in alternativa un delizioso blu oltremare.
Foto dal catalogo d'epoca Carnielli
Onde consentire all’acquirente di mantenere l’integrità dell’impeccabile verniciatura, la Carnielli forniva insieme alla Graziella un tubetto di vernice, con tanto di pennellino incorporato nel tappo, per eventuali ritocchi che solitamente interessavano il portapacchi, normalmente assai esposto ad urti e graffiature (questo dettaglio della Carnielli viene utilizzato ancora oggi da alcuni marchi di bici pieghevoli) . Quest’ultimo era forse il più vistoso motivo di distinzione della Graziella: guardandolo di fianco, esso era caratterizzato da due tubi orizzontali di eguale lunghezza raccordati con un tubo piegato a semicerchio, mentre nelle imitazioni i due tubi orizzontali, di diversa lunghezza, erano uniti da un tratto dritto ottenendo così la forma di un trapezio scaleno. Il manubrio conservava la stessa slanciata forma rettangolare della serie precedente e costituiva un ulteriore caratteristica per non confondere la Graziella con le sue rivali, che solitamente ne montavano uno dalla forma trapezoidale. Persino il campanello dava alla Graziella quel tocco di classe in più: costruito in solido metallo cromato, recava una vezzosa “G” sbalzata su un esagono allungato di colore blu ed era dotato di un suono potente, che sembrava quasi sorridere tanto era gaio e squillante nel timbro. Il fanale era incorporato nel telaio tramite un pregevole scatolato in lamiera smaltata di bianco con allegre guarnizioni blu, mentre le altre marche lo avevano semplicemente fissato sul parafango anteriore e non di rado realizzato in plastica di modesta fattura. Pur così ben fatto, questo fanale aveva un grave difetto che già allora sorprendeva per la sua illogicità: rimanendo solidale al telaio, nelle curve illuminava i lati della carreggiata rendendo così la Graziella un mezzo poco consigliabile per passeggiate serali in strade non rettilinee. Incredibile a dirsi, la Graziella era anche dotata di un antifurto, non del tutto affidabile in verità, che si azionava con una chiave la cui serratura era parte integrante del telaio. Ultima ma non meno importante caratteristica, la facile quanto sicura smontabilità: dotata di un curatissimo meccanismo con leva di serraggio delle flangie, vite a brugola e dado di chiusura, la meticolosa Carnielli dava in dotazione una piccola trousse di attrezzi appositamente realizzati, da inserire in dedicate sedi del telaio onde portarli sempre con sé.
La nuova Graziella non deluse le aspettative, al punto che la sua Casa costruttrice le affiancò delle versioni speciali degne di essere ricordate in questa sede: la bizzarra Graziella Flor dalle decorazioni floreali in stile hippy, con la quale si riceveva in omaggio il 45 giri Fonit-Cetra “Io vado sul fiore…vieni anche tu…”, la sportiva Graziella Cross con cambio a cloche e lo splendido chopper Graziella Leopard, corredato da una ricca serie di accessori dedicati ma costoso quasi come un ciclomotore. Fu persino commercializzata una Moto Graziella, sempre di produzione Carnielli, pieghevole anch’essa ma che nonostante l’originalità dell’idea ebbe scarso successo per la linea alquanto disomogenea, nella quale le ruote troppo piccole mal si accordavano al manubrio eccessivamente lungo.
La lunga, grande, calda estate giovane degli anni ‘70 volgeva però al termine ed i vistosi limiti della Graziella, comuni a tutte le altre biciclette pieghevoli, incominciavano a farne dimenticare i pur notevoli pregi.
Eccessivamente pesante soprattutto in salita oltre che cronicamente priva del cambio di velocità (esistevano anche versioni con cambio interno al mozzo), la Graziella mostrava pericolose instabilità ad andature relativamente veloci, che certo non si addicevano al carattere tranquillo ed un po’ snob di questa bicicletta. Ciononostante, non erano pochi i ragazzini che la utilizzavano per affrontare massacranti arrampicate, per sgommate a bici aperta o per impennate sulla sola ruota posteriore. Nel frattempo, nuovi mezzi a due ruote stavano irrompendo sul mercato: la BMX, che visse la sua breve stagione sulla scia della popolarità del film “ET l’extra-terrestre” e soprattutto la Mountain Bike, adatta a qualsiasi terreno e fornita di un eccellente cambio Shimano anche nelle versioni più economiche. Fu l’inizio del declino per la Graziella, che con la discrezione che sempre ne accompagnò l’esistenza scomparve silenziosamente dalle scene alla fine degli anni ‘80.
Oggigiorno la Graziella costituisce un ricercato oggetto di modernariato e non è da escludere un suo rilancio in chiave moderna, così come è avvenuto in tempi recenti per il monopattino. Si potrebbe allora pensare di portarla sempre con sé nel bagagliaio della propria automobile, in modo da disporre in qualsiasi momento del mezzo di trasporto ideale con cui muoversi agilmente nel convulso traffico delle nostre città. Proprio come suggeriva lo spot televisivo di oltre trent’anni fa…"
Maggiori informazioni sulla storia della Graziella e sui vari modelli nel sito Italiano degli appassionati della Mitica Graziella
Ebbene si, alla fine recentemente il rilancio c'è stato, anche se a quanto pare non ha avuto moltissimo successo, forse a causa del peso/prezzo eccessivo del prodotto; questa è la versione attuale della Graziella prodotta dalla Bottecchia:
Scheda tecnica ed ulteriori informazioni nel sito de La Graziella 
Diciamola pure tutta,  per chi come me è cresciuto con una vera Graziella, questo nuovo restyling sembra soltanto un'operazione di marketing che non soddisfa pienamente gli appassionati né offre una valida alternativa ai vari modelli di bici pieghevoli sul mercato; senz'ombra di dubbio preferirei restaurarne una d'epoca o magari modificarla utilizzando componenti più moderne.

Interessanti alcuni modelli "similGraziella" (per Graziella si intendono anche i modelli che utilizzano lo stesso disegno del telaio, anche se di marche differenti) customizzati in circolazione:
E a volte alquanto "bizzarri":

Fonte foto ed ulteriori info sulla "customizzazione" della Graziella: Thriller Graziella 

  Degno di nota il divertentissimo raduno annuale della Graziella che si tiene ogni anno a Bergamo, le Grazielliadi, ovvero le "Olimpiadi della Graziella" , l'ultima edizione si è svolta il 29 Giugno scorso:
Maggiori info e foto: Bicipieghevoli.net e Grazielliadi

mercoledì 3 luglio 2013

Eccellenza Spagnola: Amaro Bikes & Jeronimo Cycles

Amaro Bikes e Jeronimo Cycles sono  tra i maggiori esponenti dell'artigianato delle biciclette in Spagna, questi due marchi situati ai poli opposti della geografia spagnola  (Amaro si trova a Bilbao mentre Jeronimo nell'isola di Tenerife (Isole Canarie) sono veri protagonisti in questa nicchia super specializzata che lotta costantemente per sopravvivere nel mercato globalizzato.

Alcune creazioni Amaro Bikes:
Amaro Bellucci
Una 29er in Titanio e Carbonio con forcella rigida da 425mm, trasmissione 1x10, corona34T e cassette 11-28T, peso circa 8,4kg (esiste anche una versione con telaio Columbus Zona e trasmissione 1x11).
Amaro Rossellini
Una "Retro Cruiser" single speed da 26", fat tyres, freno contropedale.

"Amaro è un laboratorio ciclista in cui sviluppare progetti unici alla ricerca di un ideale di belleza, semplicitá e purezza.
Fatti a mano in modo artigianale a Bilbao, ogni Amaro è più di una bicicletta, è una opera unica ed irripetibile.
Al fine di dedicare tutto il tempo necessario per ogni progetto, assicurare la massima attenzione per i dettagli e il servizio più personalizzato per ogni cliente, Amaro limita la sua produzione ad un molto ridotto numero di biciclette l'anno, selezionati tra tutte le domande ricevute."

Il motto di Amaro è:
Esse quam videri
 Essere più che sembrare

Ulteriori informazioni: Amaro Bikes 
e tuberie Columbus

Jeronimo Cycles offre bici con telaio costruito a mano in lega di titanio Ti 3Al-2,5V (Grado 9, con il 3% di alluminio e il 2,5% di vanadio); questa lega di titanio si caratterizza per un alto carico di rottura e resistenza alla corrosione, caratteristiche eccellenti per l'industria ciclistica. La qualità fondamentale del titanio è l'ottimo rapporto peso/resistenza/elasticità che rendono le bici costruite con questo materiale (oserei dire) eterne.

Jeronimo Slütter  Ti XCross

Con trasmissione Gates Carbon Drive e Shimano Alfine

Ulteriori info: Belt Drive System Bikes

Jeronimo Pandora Ti,

una 29er con trasmissione Pinion Gearbox 18speed Info Pinion P1.18

Ulteriori info Jeronimo Cycles

domenica 23 giugno 2013

Avvistamenti Pieghevoli Part 1 - Dahon Mariner

Dahon Mariner avvistata durante una passeggiata nella Marina Real (Porto di Valencia) Info:
Ripassando dopo un paio di giorni ne ho trovate due:
Le bici in questione dovrebbero essere state prodotte tra il 2002 ed il 2003; dopo circa 10 anni sembrano ancora funzionanti (a parte un po' di ruggine):
Un'altra foto in compagnia di una Diana da 16"
Alcune nformazioni su questo vecchio modello Dahon da Bikepedia

giovedì 20 giugno 2013

The Spokesman: James McDonald Bicycle Collection

The Spokesman è uno short-video di Dean Saffron che racconta la storia di James McDonald, un enigmatico signore che raccoglie e conserva biciclette di tutte le epoche; la sua collezione documenta 200 anni di storia ed evoluzione della bicicletta.
James McDonald vive in una vecchia casa di legno scricchiolante in Australia, che può essere meglio descritta come un museo vivente della bicicletta. Mr. James ha una visione a lungo termine delle cose, quando dice che tutto è cambiato nell'industria della bici negli anni '90 si riferisce al 1890; nel video ci parla dell'evoluzione della bici e del suo posto nella vita delle persone.

  

Altre informazioni: Deansaffron.com

lunedì 10 giugno 2013

Bici Urbana Retro Style: Retrovelo Rolf Rohloff & Creme Ristretto Doppio Alfine

Tra le mie preferite:

La Retrovelo Rolf 14speed con cambio interno al mozzo Rohloff Speedhub 500/14:
 Telaio in Cromoly saldato a mano,  Schwalbe Fat Frank 26"x2,35 etc.
Maggiori info su Retrovelo

Creme Ristretto Doppio: 
Versione del 2012 con Shimano Alfine 11speed
Maggiori informazioni sulla marca Cremecycles
Purtroppo questo modello non è più presente nel catalogo 2013 (adesso c'è la versione con Alfine 8Speed),
scheda tecnica reperibile attraverso Chainreactioncycles 
Fonte foto: QUI
Info sul cambio interno al mozzo Shimano Alfine

venerdì 7 dicembre 2012

Raleigh Twenty Retro Style

Raleigh Twenty


L'estate scorsa durante una breve vacanza nel Kent ho incrociato più volte questo modello di bici pieghevole degli anni '70, in particolare nella colorazione verde. Incuriosito, mi sono avvicinato ed ho subito notato l'ottima fattura e la solidità del telaio in acciaio, ed il cambio interno al mozzo Sturmey Archer AW 3-speed. 


Di ritorno a casa la mia curiosità è andata ben oltre...
 ed ho cercato informazioni  più dettagliate sulle caratteristiche tecniche e la storia di questo glorioso modello; per chi volesse saperne di più consiglio la pagina 
 del mitico Sheldon Brown oppure Raleigh Twenty Web .


La Raleigh Twenty grazie alla sua linea, semplicità e resistenza, si presta facilmente ad un intervento di restauro  Restauro Raleigh Twenty '72 o magari a modifiche più performanti.
Esistono moltissimi modelli (non necessariamente pieghevoli) per esempio degli anni '70 e '80 che con piccoli interventi e modifiche economiche potrebbero tornare in circolazione; date un'occhiata nelle vostre cantine, o in quelle di amici e parenti, potreste scoprire un tesoro dimenticato.