mercoledì 25 febbraio 2015

Ori Bikes Surpaz AR20

Negli ultimi anni ho provato moltissime bici pieghevoli, spesso grazie ad amici e conoscenti, oppure attraverso le mie visite ai vari rivenditori locali in cerca di novità; purtroppo soltanto in poche occasioni ho avuto il tempo di scattare delle foto per poi magari postarle nel blog.
 In futuro se possibile cercherò di rimediare scrivendo delle piccole recensioni su qualche modello di bici pieghevole o minivelo che trovo interessante. Aldilà delle schede tecniche dei fabbricanti e delle informazioni pubblicitarie dei vari webstore o pseudo tali che si trovano in rete, nelle mie review invece vorrei trasmettere quelle che sono le mie sensazioni, impressioni, insomma la mia opinione indipendente, obiettiva ed onesta sulle bici che provo.

Iniziamo con questa splendida bici pieghevole, che ho avuto l'opportunità di provare qualche settimana fa:
 la Ori Bikes Surpaz AR20 (d'ora in poi Ori AR20)
In passato ho parlato abbondantemente nel blog di questa marca taiwanese (leggi qui per avere ulterori informazioni) a mio parere interessantissima;
 soluzioni costruttive all'avanguardia, ottima componentistica ed eccellente qualità generale.
 La caratteristica fondamentale delle Ori Bikes è l'assenza di snodi, cerniere etc. nella parte centrale del telaio che conferisce a queste bici maggior durabilità, controllo e prestazioni. Inoltre il carro posteriore basculante ed il piantone sterzo pieghevole vengono bloccati grazie ad un efficiente e solido sistema di chiusura.
Nel caso della Ori AR20 parliamo di un telaio in alluminio idroformato 6061 T6, la forcella invece è in fibra di carbonio.
 A differenza delle sorelle minori che ho provato (parlo dei modelli da 16", C8, Mi8 e M10, in futuro recensirò una delle tre), la guida è meno nervosa e molto più stabile. inoltre l'attacco manubrio ed il piantone sterzo essendo più corti flettono di meno; avevo accennato qualcosa sulla particolare soluzione adottata dalla Ori e dell'angolazione del piantone sterzo, ma provando le bici accuratamente ho notato si meno vibrazioni ma una percettibile  flessione di tutto l'insieme, molto più accentuata nelle versioni da 16" dove appunto l'attacco manubrio è lungo quasi il doppio di quello dei modelli da 20". 
Dettaglio dell'attacco manubrio, serie sterzo FSA 1-1/8" A-Headset con cuscinetti sigillati e chiusura piantone sterzo.
La trasmissione della Ori AR20 è veramente performante:
 Abbiamo una guarnitura FSA Vero con due corone 53-39T, cassette Shimano Tiagra CS-4600 10Speed 12-28T, cambio anteriore/posteriore e leve shifters Shimano Tiagra. Per quanto riguarda lo sviluppo metrico, partiamo dai 2 metri per pedalata fino a raggiungere i 6,40 metri; magari io avrei scelto un cassette con il pignone piccolo da 11T anziché 12T (come lo montava il modello in fibra di carbonio CR87), per raggiungere per lo meno i 7 metri. 
(clicca sulla foto per ingrandirla)
Il trasmissione come funzionamento generale è fluida e precisa nei cambi di marcia.
Con il manubrio FSA V-Drive Flat 31.8mm*600mm nella posizione piu bassa (è possibile regolarlo in altezza) e le manopole di spugna mi sono trovato benissimo, come dicevo, poche vibrazioni e flessione dell'insieme poco percettibile. Anche le leve dei freni Tektro RT354AG mi sono sembrate abbastanza buone al tatto e la frenata potente e modulabile. Il freno anteriore è un caliper Tektro Quartz U-Type R725FB (secondo il catalogo sembra un modello destinato al montaggio sulla parte posteriore della forcella, ma sulla Ori lo troviamo sulla parte anteriore), mentre al posteriore abbiamo un V-Brake Avid SDG5.
I cerchi sono dei doppia camera Ori Alloy CNC con mozzi da 24 raggi montati con cuscinetti sigillati e come pneumatici troviamo il set Schwalbe Durano 28-406 20"x1,10".
Il reggisella ha una sezione da 31.6mm x 450mm di lunghezza (secondo il fabbricante) e  dovrebbe andare bene per utenti che non superino 1,90m.
Il sellino di serie è un Ori Sportyline, l'ho trovato abbastanza comodo, nota dolente invece per i pedali VP di materiale plastico, poco adatti ad una bici con velleità sportive e dal prezzo importante (si aggira intorno ai 1400€), avrei scelto dei pedali estraibili in alluminio.
Dalle poche informazioni trovate in rete dovrebbe pesare 10.7kg (non sono riuscito a pesarla, quindi non sappiamo se il peso di cui parlo sia con o senza pedali).
Per quanto riguarda il sistema di chiusura delle articolazioni Self Locking/Instant Rebound Catch ne posso confermare l'ottima fattura e funzionamento, nella parte posteriore in bella mostra la leva di azionamento maggiorata rispetto a quella del telaio da 16", confermata la presenza di cuscinetti sigillati nell'asse del carro posteriore.
La Ori AR20 una volta piegata misura approssimativamente:
Altezza 69cm, Larghezza 83cm, Profondità 35cm, queste le misure dichiarate dal fabbricante.
Aldilà  dei numeri a me la bici da piegata è sembrata un po' "spigolosa", per esempio il sellino, non si abbassa del tutto e le ruote non restano parallele al telaio.
Inoltre la bici una volta piegata purtroppo si mantiene in equilibrio appoggiando direttamente con la forcella a terra, ed il carro posteriore invece appoggia su di un minuscolo tacchetto di plastica dura; diciamo che il trasporto passivo non è il suo forte, da notare il sistema di tensione della catena in fase di piegamento che si trova montato sulla guarnitura.

 Il sistema di "piegamento" è abbastanza semplice, per prima cosa bisogna azionare il cambio per posizionare la catena nella parte centrale del cassette, in questo modo il cambio posteriore si sposta un po' verso l'interno ed evita di entrare in contatto con la forcella scomposta quando viene fissata al fodero.
Continuando bisogna aprire la chiusura e ribaltare il carro posteriore, per poi ruotare il manubrio di 180 gradi a destra e sganciare la ruota utilizzando il sistema Clix (vedi Montague), quindi fissare la forcella scomposta nell'apposito alloggiamento situato sul fodero posteriore destro al lato del cambio, in fine aprire la chiusura del piantone sterzo, piegarlo ed abbassare il reggisella.

Video Folding&Unfolding

N.B.
Ho scelto di mostrare questo video perché si vede bene la scomposizione della forcella  prima di ruotare il manubrio, il procedimento corretto sarebbe quello inverso.

Video con la visione completa della bici:


Considerazioni finali:
Un'ottima bici, si nota la differenza rispetto ai modelli che hanno la cerniera nella parte centrale del telaio, la bici è molto rigida, non ho avvertito scricchiolii e mi è sembrata veramente molto solida.
Non volendo considerare l'estetica che lascio ai gusti personali di ognuno, bensì parlando soltanto della qualità oggettiva, posso dire che si tratta di una magnifica pieghevole da utilizzare soprattutto per allenarsi, infatti in quanto a prestazioni è come avere una bici da corsa in miniatura.
 Per quanto riguarda invece il trasporto passivo, gli ingombri da piegata etc. l'ho trovata un po' scomoda; per il trasporto intermodale non mi sembra molto indicata.

Ulteriori informazioni su
Ori Bikes
Catalogo Ori Bikes 2015

martedì 17 febbraio 2015

Brompton Bag on my Dahon - Borsa Brompton S Bag sulla mia Dahon Ios X9

Tempo fa avevo letto in rete della possibilità di utilizzare le borse della Brompton sulle bici Dahon o Tern, adattando l'attacco anteriore della Brompton. L'operazione è abbastanza semplice, basta allargare un po' i fori della placchetta di metallo, utilizzare delle viti della misura adatta e limare quanto basta la parte che aggancia con il tubo sterzo affinché combaci quasi perfettamente.

Istruzioni montaggio Brompton Front Carrier Block
L'unico dubbio che avevo era quello dell'inclinazione della borsa verso il piantone sterzo (vista la differente angolazione del tubo sterzo della mia Dahon), ed il conseguente problema della posizione dei cavi, però  tutto sommato la soluzione era abbastanza buona. 

Sbirciando ancora nei vari forum ed in particolare su Bicipieghevoli.net si parlava di un attacco specifico per le Dahon/Tern, questa volta con tre viti di fissaggio, dotato di una solida basetta di metallo da interporre tra l'aggancio ed il tubo sterzo; inoltre questo attacco inclinava di qualche grado in avanti la struttura della borsa facilitando un po' il passaggio dei cavi dietro la stessa.

Si trattava di un attacco prodotto da una ditta francese chiamato Theravada Bracket, Block o qualcosa del genere.
Istruzioni montaggio:
Purtroppo la ditta produttrice l'estate scorsa ha chiuso i battenti, quindi non è più possibile acquistare quest'attacco; fortunatamente ho trovato il mio per pura casualità in un negozio locale grazie ad un parente (a quanto pare era l'ultimo rimasto).

Visto che il montaggio è veramente semplicissimo, veniamo al dunque, con le immagini dell'attacco montato sulla mia Dahon Ios X9:
 Il materiale plastico sembra buono e di consistenza robusta:
A differenza dell'attacco della Brompton la levetta di sgancio viene fissata con due viti torx anziché una:
Con la Brompton S Bag inserita:
Vista laterale, nessun problema di sorta con i cavi (forse quello del freno anteriore curva un po' troppo, vedrò di sistemarlo meglio), comunque sia non interferiscono con la manovrabilità della bici:
 La vista d'insieme anche esteticamente sembra accettabile:

Considerazione finali:
A me sembra un accessorio veramente utile per chi ha una Dahon ed una Brompton in casa, si possono quindi intercambiare le borse Brompton sulle due bici.
Il prodotto è semplicissimo da montare e ben fabbricato. Unica pecca è che la struttura della borsa non entra al 100% nella sede dell'attacco, diciamo che c'è un po' di gioco che pero scompare caricando la borsa con un minimo di peso; in pratica non si sente il tipico clack come succede con l'attacco originale Brompton, ma non è un problema, l'attacco fa comunque il suo lavoro egregiamente.

Grazie all'amico Alessandro (detto il Capitano) per la consulenza tecnica.

Alla prossima!!


lunedì 9 febbraio 2015

Barcelona: Escursione Aeroporto e Spiaggia de El Prat de LLobregat

Racconto di una domenica d'inverno in bici:
per le uscite tranquille è mia abitudine non indossare abbigliamento "professionale";
in questi casi jeans, giacca a vento e berretto sono più che sufficienti.
Ore 11, partenza senza fretta dal centro di Barcellona.
Giornata soleggiata ma con vento abbastanza freddo e sostenuto, raggiungiamo L'Hospitalet de LLobregat dove ci aspettano altri amici; da li si avanza verso la costa seguendo la pista ciclabile che fiancheggia il fiume LLobregat.
Dopo pochi km una piccola pausa, una ricca colazione, quattro chiacchiere e via, il mediterraneo ci aspetta.
In bella mostra davanti al bar, da sinistra verso destra:
Ori Mi8, Dahon Ios X9, Dahon Speed TR, Haibike Sduro 29er elettrica, Brompton M6L (la Trek al fondo non era dei nostri).
Andatura rilassata, il vento da parecchio fastidio, si prosegue ancora su pista ciclabile circolando attorno alle piste d'atterraggio dell'aeroporto.
Al ritorno ci fermiamo a guardare gli aerei che atterrano (non senza difficoltà causa vento forte) all'aeroporto de El Prat.
Durante il percorso si trovano varie postazioni per il Plane Spotting, alcune sopraelevate, ideali per i "fotografi acchiappa aerei" ed una in particolare dotata di panchine dove sdraiarsi, rilassarsi e godersi lo spettacolo.
Giunti a destinazione sulla spiaggia de El Prat:
Totale percorso 40km abbondanti (tra andata e ritorno), difficoltà  bassa.
 Sono relativamente pochi i tratti dove condividere la carreggiata con le automobili, prestando particolare attenzione sui ponti e cavalcavia che attraversano il fiume Llobregat e l'autostrada; per il resto si tratta di una pedalata rilassata su pista ciclabile o via verde condivisa con pedoni, runners etc.
Dettagli del percorso su Garmin Connect by Baldufero.

Per concludere voglio parlarvi delle ottime sensazioni che ho avuto con il Brooks Imperial Narrow dopo 40 giorni di utilizzo, alla prima uscita un po' più lunga è andato alla grande;
mi sono trovato benissimo pedalando per più di 40km con i jeans (senza fondello), nessun dolorino né indolenzimenti.
 Sellino promosso a pieni voti.

Alla prossima!